Il nome di Casoria lo si trova per la prima volta in alcuni documenti degli anni 993-998 ed il ritrovamento di diversi reperti archeologici nella zona documenta che quest' area era abitata già nel III secolo a.C.
Il toponimo Casoria deriva dal latino "casa aurea" che letteralmente significa "casa d'oro", dove il termine casa sta per dimora ed il termine oro si riferisce molto probabilmente alla fertilità del territorio. Un'altra supposizionie sull'origine del nome Casoria si ricollega al Santo protettore della città ed un'altra ancora al termine greco "kasáuron" che letteralmente significa postribolo, bordello.
Casoria era un territorio agricolo di confine tra la regione Atellana e l'Ager Neapolitanus, comprendente una vastissima zona inclusa tra l'area aversana e le pendici del Vesuvio e sulla quale,nel corso dei secoli, sono nati e sviluppati diversi villaggi spesso scomparsi a causa della forte crisi in cui imperversava l'agricoltura in quel periodo, come documenta un' epigrafe greco-latina del 198 d.C.
Il miglioramento ci fu soltanto a partire dal VI secolo in poi, grazie all'intervento dei monaci Benedettini i quali, grazie soprattutto al monastero benedettino napoletano di San Gregorio Armeno, diedero un forte impulso allo slancio di Casoria che si espanse in maniera evidente intorno all' anno Mille.
Nel XIII secolo Casoria fu feudo dell'arcivescovo di Napoli e nel XV secolo formò un feudo insieme ai villaggi di "Casignano" e "Olivola" attualmente scomparsi.
Nel 1580 il feudo fu annesso al demanio regio e nel 1631 venne posto all'asta per essere poi riacquistato dagli stessi abitanti ed entrare a far parte dei casali demaniali, diventati poi comuni.
Nel 1815 divenne capoluogo di una regione del Regno delle Due Sicilie al quale appartenevano 19 comuni. Nell'organizzazione ecclesiastica faceva parte della diocesi di Napoli e dipendeva dall'arciprete di Afragola.
Casoria era una zona paludosa bonificata agli inizi del XIX secolo. Dopo la bonifica la terra divenne fertilissima e capace di offrire fino a 5 raccolti l'anno grazie alla laboriosità dei suoi abitanti, alla ricchezza della terra vulcanica e delle falde acquifere presenti nel terreno. Fino agli anni '50 Casoria è stato quindi un paese prevalentemente agricolo la cui economia si fondava sulla produzione e commercializzazione del vino, della pasta e della lavorazione della canapa.
La sua maggiore espansione demografica Casoria l'ha vissuta negli anni 60 quando divenne il principale polo industriale del Mezzogiorno, tanto è vero che tra il censimento del 1951 e quello del 1991 la popolazione è quasi quadruplicata .
Oggi, il centro abitato di Casoria, situato tra Afragola e Casavatore, è oggi è uno dei maggiori della Campania.